Nevralgie

Sunday, May 28, 2006

Il bacio della buona notte


Il vento di stasera mi ha fatto tornare il dolore al nervo, ma stavolta dall'altra parte; sono molto sensibile ora, ma non ho restito a fumarmi una sigaretta in terrazza.. l'aria era forte, forse più simile ad uno schiaffo che ad una leggera carezza. Non era importante. Ultimamente dopo la relcusione per via della malattia, ho provato un desiderio fortissimo di vivere all'aperto...forte come non l'avevo mai provato, e ho combattuto anche stasera contro l'umidità pur di non respirare l'aria viziata e opprimente dell'appartamento.
Ho avuto un momento di pena di forte solitudine. Solo un paio d'anni fa mi sentivo circondata dalle persone, da quelli che al tempo credevo fossero i miei affetti.. Mi domando come sia potuto accadere di ritrovarmi improvvisamente così sola. A dire il vero declino sempre più spesso, e tendo molto a starmene per i fatti miei; è che tutti mi sembrano poco importanti, perlopiù tremendamente noiosi e petulanti, e quello che mi fa sorridere è che se poi ho compagnia divento logorroica io... in sostanza ognuno di loro potrebbe dire altrettanto di me. Non sono nata per fare l'asceta, questa condizione mi costa molto.
Ho cercato di guardarmi dentro con occhi obiettivi, ma non ho trovato che un bel pò di oppressione, tristezza e una grande malinconia per le cose già state. e' come se le mie speranze nel futuro non fossero più una mèta, ma solo un idea disillusa in partenza.
Mi domando quanto un essere umano possa andare avanti sano in questo modo.
Mi domando un sacco di cose per le quali non c'è risposta.
Però ammetto che questa solitudine è qualcosa che apprezzo moltissimo, nonostante faccia male, nonostante le voci interiori riescano a dire le peggio cose, perchè infondo non c'è motivo di non ascoltarle, visto che son parte della mia persona.
Sono serena, non temo di dover lavorare otto ore domani.. ormai sono le mie otto ore di svago, uno svago che trovo squallido, ma così è.
Non so se non c'è possibilità di riscatto nella vita.. diciamo che oggi riesco ad essere neutrale nel giudicarmi, e questo è più che sufficiente.
Spero solo che domani ci sia un pò di sole.

Monday, May 22, 2006

Labirinti


L'illusione di poter fare mille percorsi diversi, di avere infinite possibilità di scelta e di vie d'uscita.. sofferenza garantita.
La vita non è altro che un percorso che si definisce man mano, a seconda delle scelte compiute.
Ero seduta in un'aula troppo grande per la mia insicurezza, troppo affollata per la mia voglia di rapporti importanti. Avrei dovuto necessariamente scremare e non sapevo farlo. Quel giorno del 1997 avevo solamente paura. Mi misero davanti un test, non sapevo se rispondere o meno, volevo fuggire. L'ho fatto a tirar via.
Sono tornata a casa stanca e sfiduciata. Non avevo più voglia di studiare, non volevo più. I cinque anni di ragioneria alle mie spalle pesavano ancora come incudini... pensavo solamente alla mia voglia di cambiare vita, ai soldi che avrei potuto guadaganare lavorando e dieci anni dopo trovo insopportabile l'incoerenza e l'odio che provo verso di me, per aver scelto in quel momento, la strada sbagliata.
Sono un nulla di competenze e le poche che ho non mi interessano affatto.
Ma cosa può fare chi è come me? Cosa può fare per cambiare il suo percorso un quasi trentenne che si è accorto che le sue scelte di adolescente erano sbagliate?
Mi domando se dentro al labirito ci siano modi per tornare indietro o se una volta scelta la strada devi perforza andare avanti.
Mi domando spesso questo.

Friday, May 19, 2006

Primavere


Anche oggi sole che spacca e io chiusa in casa come un topo..
La notte che ho alle spalle è stata un calvario. Sono arrivata al punto di temere il magico momento del sonno.. resto perennemente in piedi a fare un milione di cose inutili..
Però stanotte ho letto qualcosa di veramente interessante.
Una frase in particolare.. eccola:
"l'artista è fatto di mille impasti, di mille passioni, di mille contraddizioni benedette non assolutamente e non sempre riportabili ad un unico comune denominatore ideologico, etico politico entro il quale strettamente sentire, produrre, lavorare."

Wednesday, May 17, 2006

Calure


Ho preso l'autobus circa alle dodici e mezza. Su un giornale di striscio avevo letto che le temperature sono arrivate a 26 gradi.
E' incredibile.. tutte le volte che mi ammalo qualcosa fuori cambia con una rapidità sorprendente. Non mi sono accorta di niente. Dieci giorni fa, quando ho cominciato a stare a casa, era un freddo bestiale. Ricordo una sera.. non sono andata neppure a cena dai miei perchè mi ero appena fatta una doccia bollente e non volevo uscire con quel maledetto freddo.
Poi tutto scoppia, cambia, impazzisce. Anche alla mia vita è successo.
Sicchè prendo sto autobus rovente, e sono decisamente troppo vestita per tollerarne l'afa, e mi chiedo come sia possibile che in 10 giorni sia cambiato tutto così mostruosamente.
Devo uscire da questo incubo.
Guardo fuori, lo faccio sempre: l'autobus è il pensatoio per eccellenza.. mi manca da morire il mio vecchio lavoro, non posso farci niente. A quest'ora avrei potuto farmi la mia malattia in santa pace, invece di essere smangiucchiata dai sensi di colpa indotti. Avrei potuto stare a casa il tempo necessario.. perchè questo è il fatto.. a volte le persone necessitano di TEMPO che la vita spesso non concede.... e non puoi sottrarti alle regole della vita, sennò te le vai al creatore.. perchè quello è l'unico modo.
Questi pensieri in fondo sono solo fuffa.. il fatto è che se è vero che ci sono momenti e situazioni in cui non hai scelta, ce ne sono altri in cui ne hai eccome.. solo che, se come me, ti fai la fantasia per anni e anni che la vita sia una sequenza di casualità più o meno fortunate e che quindi puoi solo aspettare che arrivi qualcosa di buono, allora puoi tranquillamente cominciare a scavarti la fossa nella depressione, perchè tanto l'unica cosa seria che puoi pensare è che le scelte le fai tu quando è il momento e che tutto, in qualunque momento può cambiare, se lo cambi tu.
In fondo è arrivata l'estate in 10 giorni.

Tuesday, May 16, 2006

Let's start again...



La malattia del lavoratore
Incapacità al lavoro
Nell'ambito del rapporto di lavoro si intende per malattia ogni alterazione dello stato di salute che comporti un'incapacità al lavoro, salvo i casi che rientrano nella normativa sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
La tutela opera rispetto ad eventi che rendano il lavoratore concretamente inidoneo a svolgere le proprie mansioni, avuto riguardo al tipo di prestazione contrattualmente dovuta: la stessa malattia infatti può incidere diversamente sulla capacità lavorativa del soggetto, in considerazione sia dell'attività che è chiamato a svolgere, sia dell'ambiente di lavoro nel quale opera.
Tra le ipotesi di malattia che legittimano l'assenza dal lavoro rientrano i seguenti casi:
- impossibilità a svolgere la prestazione derivante dalla necessità di sottoporsi a terapie specifiche incompatibili con la presenza sul luogo di lavoro;
- necessità di sottoporsi al trattamento di emodialisi, relativamente alle giornate di assenza dal lavoro coincidenti con l'effettuazione del trattamento;
- interventi di chirurgia estetica, necessari al fine di rimuovere vizi funzionali connessi ad un difetto estetico;
- alterazione psichica conseguente a prolungata assunzione di bevande alcoliche.

Ai fini della determinazione della durata della malattia deve tenersi conto anche del periodo di convalescenza, dopo l'esaurimento della fase acuta, indispensabile per la guarigione clinica (Cass. 4 giugno 1998, n. 5509).

A cura di Novecento media - Febbraio 2005
....Non ci posso credere.... addirittura è prevista la malattia per una sbronza colossale e a me rompono i coglioni per una nevralgia da penicillina sparata in intramuscolo!!!!!!!???
DATEMI UNA CASSA DI MARTINI!